Nel braccio di ferro agonistico esistono principalmente tre tipi di tecniche (si badi bene, non “trucchi” da sfida al bar, bensì vere e proprie tecniche di tiro elaborate e complesse che prevedono ciascuna un diverso coinvolgimento di determinati muscoli dell’intera parte superiore del corpo, non solo del braccio quindi, ed un diverso grado di coordinazione fra essi).

Ricordiamo però una cosa importante: la maggioranza degli atleti sono portati naturalmente solo per una delle tecniche esistenti.

Non basta infatti imparare i movimenti alla perfezione in teoria, oppure esercitarsi ore e ore al tavolo per riuscire a padroneggiare le tecniche. Solo pochi atleti al mondo esprimono tutta la loro forza in ogni tipo di movimento. Gli altri tentano invece di applicare la propria tecnica durante l’incontro, costringendo l’avversario alla difesa.

È utile per i principianti fare un gran numero di gare all’inizio, per imparare così pian piano i movimenti di base e in seguito quelli più specifici dai veterani. Solitamente si scopre fin dall’inizio qual è il tipo di movimento in cui si esprime più forza, quello che risulta più naturale.

Il consiglio per avere successo nel braccio di ferro è comunque di perfezionare al massimo la tecnica per cui si è più predisposti, imparando però anche altri movimenti da utilizzare in caso di necessità.

IL GANCIO

La tecnica del GANCIO (in inglese Hook) è un movimento che consiste nel chiudere il proprio polso completamente verso di sé (con un marcato utilizzo dei flessori del polso quindi, e in misura minore anche dei supinatori dell’avambraccio) mantenendo un angolo piuttosto chiuso fra bicipite e avambraccio, quindi con la mano e la spalla del braccio in azione piuttosto ravvicinate, e le nocche rivolte verso la propria sinistra (durante un incontro col braccio sinistro le nocche saranno ovviamente rivolte alla propria destra).

Da questa posizione si può proseguire in due modi: o tirando indietro verso di sé sfruttando la forza del bicipite e del dorsale (ed è la via più classica), oppure spingendo lateralmente col lato esterno della propria mano (quello del mignolo) contro il polso dell’avversario (sfruttando un effetto “leva” piuttosto che muscolare).

John Brzenk spiega il gancio:
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LA TOPROLL

 La tecnica più utilizzata dagli atleti agonisti è quella che in inglese viene definita TOPROLL, e che in italiano ha invece diversi nomi (trasversale, tiro in uscita, tiro in apertura, tiro in esterno…). Questa tecnica, pur nelle sue numerose varianti, prevede essenzialmente l’esercitare una pressione sulle dita dell’avversario col lato interno della propria mano (quello del pollice), con l’obiettivo di aprire l’angolo di queste ultime e conseguentemente causare il piegarsi in avanti (verso di sé) del polso dell’avversario, provocandogli ovviamente un notevole svantaggio.

Nell’eseguire questa pressione la propria mano va posizionata con le nocche rivolte verso l’avversario ed il polso completamente chiuso, ed è questa la classica posizione della Toproll.

I muscoli che vengono maggiormente coinvolti in questa tecnica sono il brachioradiale, il brachiale, i pronatori dell’avambraccio e , in misura minore, i flessori del polso.

Il movimento del corpo è molto importante con questa tecnica, è utile infatti piegarsi sulle gambe ed esercitare sulla mano dell’avversario una pressione indietro e verso il basso, sfruttando il proprio peso per aprirgli così più facilmente il polso e impedirgli di richiuderlo verso di sé.

Capita di frequente, quando due atleti usano entrambi questa tecnica, che le mani si sgancino perdendo la presa. Se un atleta si sgancia intenzionalmente in fase perdente, l’arbitro gli darà ugualmente perso l’incontro. Se invece i due atleti si sganciano al centro del tavolo, gli arbitri provvederanno ad applicare la cinghia.

John Brzenk spiega la toproll:
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IL PRESS

Il terzo tipo di tecnica, che è il più raro e meno usato, è il PRESS, in cui durante un incontro col braccio destro si posiziona la spalla più a destra della propria mano e dietro ad essa (viceversa durante un incontro col braccio sinistro la spalla si troverà più a sinistra della mano), posizionando il busto perpendicolarmente al tavolo (mentre in tutte le altre tecniche il busto dovrebbe essere sempre parallelo al tavolo.), e da questa posizione si spinge verso il basso sfruttando soprattutto la forza muscolare del tricipite e l’effetto di “compressione” della spalla e della parte superiore del braccio che premono sull’avambraccio.

Si tratta di una tecnica molto potente, ed i pochi che riescono a padroneggiarla pienamente ne traggono grandi risultati!

Anche questa tecnica prevede due varianti: nella prima la propria mano è parallela alla superficie del tavolo, mentre nella seconda la mano è perpendicolare alla superficie del tavolo, ed è quest’ultima la variante più potente ed efficace.

NB. Importante sottolineare che il busto prima della partenza dev’essere sempre parallelo al tavolo anche per chi usa questa tecnica, ci si può muovere e spostare solamente dopo il ready go!

John Brzenk spiega il press:
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IL PONTE

Esiste anche un quarto tipo di tecnica, ma è appannaggio veramente di pochi, e consiste nel tirare a lato con la propria mano “aperta”, cioè col polso piegato all’indietro.

Il nome di questa posizione/tecnica è PONTE (in inglese Dead Wrist). Mentre si usa questa modalità il proprio avversario dovrà necessariamente essere in posizione di Toproll, essendo le due tecniche complementari.

Pochissimi atleti riescono ad esprimere forza con questa particolare tecnica, che presenta anche dei notevoli rischi se non viene padroneggiata perfettamente.

Il Ponte si può anche integrare col Press per creare un ibrido che contrasta la Toproll.

John Brzenk spiega il ponte:
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