SBFI People – Silviu Gheorghita

A che età hai iniziato a praticare braccio di ferro?
All’età di 7 anni facevo i mie primi tiri con i compagni di scuola e a 12 anni ero in grado di battere alcuni adulti. E’ una sfida che mi ha affascinato da sempre e quando mi capitava l’occasione mi mettevo alla prova!

Cosa hai provato quando hai partecipato alla tua prima gara ufficiale?
Ricordo di aver provato tante emozioni, la paura di fallire mi schiacciava ero tutto rosso e le orecchie mi bruciavano, continuavo a ripetermi: quando l’arbitro leva le mani parto…non partii e il mio avversario mi tirò giù a vuoto. Quella sconfitta servì a trasformare le mie paure in grinta e riuscii a vincere 2 tiri classificandomi terzo nella categoria esordienti con il braccio sinistro. Partecipai anche alla categoria senior, mi spaventarono molto, credevo che non sarei mai riuscito a batterli!

Come hai conosciuto questo sport ?
Ho conosciuto questo sport grazie al mio amico Niro Gualtieri che da qualche mese già praticava con i Tyrsenoi; una sera venne a trovarmi per chiedermi se mi interessava fare questo sport, visto che già in passato tiravamo spesso per gioco, da quel momento non sono più riuscito a fermarmi!

Quale è stata la vittoria che ricordi con maggiore piacere e perché?
In realtà ce ne sono tante ma quella che mi ha dato più emozioni fu nel 2015 quando vinsi il mio primo titolo senior con il braccio destro, l’anno prima arrivai secondo dietro Manuel Franzini e mi ritrovai in semifinale di nuovo con lui; non sapevo se potevo vincere, ma dopo il go il tempo si fermò e anche la mia mano era ferma al centro, urlai a scuarciagola, preso e poi lo tirai giù, la finale andò allo stesso modo ma questa volta senza urlare, ormai sapevo cosa stavo facendo!

C’è stata qualche sconfitta che ti ha stimolato a migliorare? Se si, quale è stata?
Anche qui ce ne sono tante, l’ultima è stata proprio al nazionale 2018. Un forte atleta moldavo, poi squalificato perché già detentore del titolo nazionale in Moldavia, ha preso parte in categoria con me nei 75kg sono arrivato dietro di lui senza impensierirlo minimamente, poi all’open è riuscito a mettere in difficoltà tutti. Sicuramene è servito da grande stimolo a migliorare e magari in futuro riuscire a fare altrettanto!

Katia Crucitti



       

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